Touche pas à ma Pute (Non toccare la mia puttana)


21 novembre 2013  - 
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Touche pas à ma Pute (Non toccare la mia puttana)

In Francia, 343 vips escono per sostenere le prostitute. Se la femminista Simone De Beauvoir vivesse al giorno d'oggi in Francia, sarebbero ritornati alla Rivoluzione Francese alla piazza della Concorde.

Femminismo e prostituzione: un mix esplosivo. Da un lato, la donna che affronta l'uomo maschilista. Dall'altro, si offre a lui con del sesso a pagamento. C'era da aspettarselo che si facessero sentire in pubblico da entrambi i lati.

Ma questa volta non sono state le prostitute ad alzare la voce in pubblica piazza (ricordiamo a quelle manifestazioni con quel cartello in cui dicevano: "I politici non sono i nostri figli"); alzarono la voce i loro colleghi di lavoro, sì, proprio quegli uomini che senza di loro non sanno né vogliono far passare la settimana, quelli che vogliono i loro servizi e che pagano per averli, d'ora in poi dovranno affrontarsi alla legge.

Un grande dibattito sulla prostituzione sta avendo luogo oltr'Alpe, in Francia, e questo perché i politici nel Parlamento francese vogliono penalizzare la prostituzione. Per sostenere alle ragazze e i ragazzi del settore, hanno alzato la voce 34 vips a favore della legalizzazione della prostituzione; vips che non sono disposti ad abbandonare uno dei grandi piaceri della vita. Ci sono leggi a cui le celebrità non hanno prestato nessun'attenzione, ma nel momento in cui colpiscono la prostituzione, hanno urlato forte e chiaro: Toglietemi tutto, ma non la mia ragazza!

Il disegno di legge che il Governo francese vuole rendere illegale pregiudica ai clienti delle prostitute. La reazione dei vips si è concretizzata in un documento chiamato "Touche pas à ma pute! (Non toccare la mia puttana!)" e venne firmato da "343 porci", così come si autodenominano gli autori. Il documento si trova nella pagina web della rivista Caseur.

È stato sottoscritto dal polemico Frédéric Beigbeder, il giornalista Eric Zemmour, il drammaturgo Nicolas Bedos o l'avvocato Richard Malka, difensore di alcuni clienti famosi, e non solo nel mondo della prostituzione, come ad esempio Dominique Strauss-Kahn.

Il fatto che un alto numero di vips sia uscito a difendere la prostituzione, in protesta a quest'enorme ingiustizia di penalizzare d'ora in avanti i cliente, ha provocato una grande agitazione in rete. Coloro che hanno firmato hanno difeso il diritto di poter vendere le proprie grazie, da un lato, e dare piacere in cambio. 

Non solo il loro palese appoggio alla prostituzione ha chiamato in modo potente l'attenzione dei francesi, ma si è anche paragonata questa protesta con il documento in difesa dell'aborto scritto da Simone de Beauvoir, chiamato "Io ho abortito". Difendeva il diritto a abortire pubblicando il nome di 343 donne che l'avevano fatto. Le femministe francesi si sono offese profondamente per il paragone, questo perché credono che "l'unica forma di lottare contro il sistema che prostituisce ed sfrutta le donne è il proibizionismo."

In concreto, questo progetto di legge, che sarà presentato dal partito governante, presieduto dal socialista François Hollande nell'Assemblea Nazionale fra un circa un mese, e che conta con l'appoggio dell'opposizione dei conservatori e dei comunisti, propone penalizzare con millecinquecento euro ai clienti della prostituzione che vengano scoperti durante l'affare del sesso a pagamento.

Tenendo conto che non sarà sufficiente spaventare al cliente con una multa, il disegno di legge propone che la multa sia di tremila euro per coloro che perseverano. Altre sanzioni che propongono sono i lavori sociali in associazioni senz'animo di lucro ed organismi pubblici in cui lavorano ex prostitute che cercano di riinserirsi socialmente.

La maggior parte dei francesi non è d'accordo con il disegno di Legge

Nella sfera politica, è sorprendente il grande appoggio a queste sanzioni ai clienti delle prostitute, dato che un'inchiesta ha pubblicato recentemente che solo un quinto della popolazione francese è a favore col disegno di legge. Il fatto che i francesi siano in disaccordo con le multe ai clienti non è affatto in contraddizione con il fatto che la maggior parte credono che sia buono che collaborino in queste ONG e organismi per sensibilizzare ai problemi che generano la prostituzione, oltre che con pubblicità, ecc. I più giovani, quelli fra i 18 e i 24 anni, si sono manifestati a favore delle multe ai clienti delle prostitute, ed anche alla sensibilizzazione dei problemi della prostituzione mediante i lavori sociali.

Anche i politici vanno a puttane

Sorprende questo disegno di legge dei politici francesi, in maggior parte uomini, ovvio. Perché, loro non vanno a puttane? Ma va! Questo non se lo crede nessuno. Qual è lo sfondo dietro a questo panorama? Oltre a dare un passo in più verso la doppia morale della politica mondiale, è un modo di lavare i peccati del governo, oltre a una forma di incassi veloci, e soprattutto, la cosa peggiore fu lo spintone alle prostitute.

L'effetto di questo disegno di legge che pare che diventerà una legge a tutti gli effetti a dicembre dell'anno prossimo, sarà il fatto che le prostitute dovranno allontanarsi dal centro, dai posti dove passano persone, proprio quelli in cui possiamo essere più sicure, e spingerle in zone appartate dove dovranno praticare la prostituzione comunque sotto la morsa delle organizzazioni malavitose, in maggior parte, e sperare che il cliente sia benevolo con loro, pagargli dopo il servizio e andarsene.

A questo tipo di cliente della prostituzione, quello di strada, piace tutto questo, scegliere alla sua ragazza di strada dopo aver dato un giro in macchina o passeggiare in queste zone. Continuerà ad agire come gli pare e piace e rischierà anche una multa. Cioè, una multa non dimuinirà le sue voglie: forse, addirittura le aumenterà.

Multare ai clienti della prostituzione di strada non è il miglior modo per terminare l'affare delle mafie, ma è dare un altro passo verso l'oscurità e la mancanza di chiarezza. Una legalizzazione da cima a fondo sarebbe molto più conveniente, come hanno fatto altri paesi quali Olanda, anche se la separazione del mondo della prostituzione da quello della mafia è difficile. Non devono aspettare i governi nel metterlo tutto alla luce del giorno, favorendo a quelle donne e quegli uomini che vogliono dedicarsi al settore ed avere gli stessi diritti come in qualsiasi altro lavoro. 

21 novembre 2013  - 
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