Adattamento cinematografico di "Memoria delle mie Puttane Tristi" di García Márquez


17 dicembre 2013  - 
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Adattamento cinematografico di

"Sono più grande di lei quasi di un secolo, ma la voglio... (scopare)". Arriva l'adattamento cinematografico di Memoria delle mie puttane tristi di Gabriel García Márquez. 

Ci sono critici che riassumono l'opera del Premio Nobel García Márquez come un'ode all'amore puro, quello che non conosce le barriere fisiche né quelle emozionali, quell'amore a cui non importa l'età, nemmeno quando il nostro ipotetico amante sia un anziano acciaccato più vicino alla morte che alla vita; un anziano a cui puzza l'alito ed, inoltre, a cui sono caduti i denti. Ma certamente, non importa assolutamente l'età in amore! (sempre e comunque si possiedono abbastanza soldi da comprarlo). C'è qualcuno di voi che abbia mai messo in dubbio l'amore, per esempio, fra un miliardario signore over 70 e la sua mulatta cinquant'anni più giovane? Bisogna essere molto cattivi e malpensati per metterlo in discussione. Fra le pelli arrugate, le malattie senili e le interminabili cure, addirittura lì, c'è sempre posto per l'amore!

Attenzione, signori, l'amore è possibile in molti modi, ma fra un'adolescente di quattordici anni e un vecchietto di novanta, devo dire che ho i miei dubbi.

Gemiti dalla cripta di un cimitero

L'anziano della storia di García Márquez va da sempre a letto con prostitute; tutti i rapporti sessuali che ha avuto, erano a pagamento. Se quelle donne volevano dedicarsi davvero alla prostituzione, fin lì, tutt'apposto. Ma al suo novantesimo compleanno, questo losco soggetto vuole farsi un regalo, per cui chiede alla madame del posto che gli conceda una minorenne (alla faccia, che regalo!), vergine (beh, già che ci siamo...) e pure sedata (intuisce che alla ragazzina non piacerà affatto). Insomma, una volta lì, l'adolescente è così sedata che l'anziano non riesce nemmeno ad approfittarsene, e tutto incomincia lì, non si sa ancora bene come, perché è un pò confuso il tutto: il nonno pedofilo inizia ad "innamorarsi". Passano i giorni e il nonnetto pedofilo non gliela riesce a infilare, probabilmente non gli si alza più. La madame alimenta le sue fantasie dicendo che la ragazzina è profondamente innamorata di lui. Ma la cosa più sorprendente è che il nonnetto se lo crede. Ma davvero pensa che la ragazzina si sia innamorata di lui? Ma se c'avevano quasi un secolo d'età di differenza e per di più era sotto l'effetto di sedativi! Come può innamorarsi un'adolescente di uno zombie? I gemiti del nonnetto sembrano quelli di un cimitero.

Capacità d'argomento del romanzo

Scrivere un romanzo è molto faticoso e ci vuole molto tempo, provi ad essere blogger, vedrà che è veramente difficile scrivere ogni giorno delle cose che siano sufficientemente interessanti affinché altri vi leggano. Se uno dedicherà parte della sua vita nella scrittura di un romanzo, almeno deve farlo affinché sia un romanzo che venga letto, adattato al cinema o al teatro e criticato su molti giornali di tutto il mondo. Gli scrittori famosi non possono perdere tempo nello scrivere qualcosa che successivamente non possono vendere. Da lì che scrivere una storia con una scena sessuale così schifosa fra una bambina di quattordici anni sedata e un vecchietto di novanta, senza criticare lo sfruttamento sessuale dei minorenni, mi sembra che giustifichi il calvario a cui migliaia di bambini e di bambine sono sottomessi tutti i giorni per il semplice fatto di essere quello che sono: bambini, appunto. I personaggi adulti di Memoria delle mie puttane tristi trafficano con bambine, le vendono e le sedano per poterle stuprare. Di fronte a questo panorama così comune, e soprattutto così spietato, questo vecchietto trova l'amore. Mio dio! Alla fine dovremo addirittura sentire compassione dello stupratore.

Potremmo sentire della compassione nel caso in cui il romanzo accusasse le condizioni in cui sono obbligati a vivere migliaia di bambini che vengono sfruttati sessualmente, ma qui succede tutto il contrario, perché sembra addirittura che lo giustifichi con qualcosa tipo: "beh, visto che fra poco faccio novant'anni, almeno posso divertirmi un pò con una bambina sedata che non hanno ancora violentato".

La prostituzione possiede un ruolo fondamentale nel romanzo; non c'è personaggio principale che non sia implicato nella prostituzione, dato che il vecchietto è un assiduo cliente di prostitute, e non ha mai visto in una donna nient'altro oltre il suo piacere sessuale. Noi non abbiamo nulla in contro al rispetto, sempre e comunque si trattino di rapporti consenzienti fra adulti, siano pagati o no. Ma non è il caso dell'argomento del romanzo, perché non è né un rapporto consenziente e probabilmente la bambina non vedrà nemmeno un centesimo dopo aver dovuto aprire le gambe a uno zombie puzzolente.

Pensiamo che García Márquez si chiedeva come potesse tornare ad essere protagonista delle testate dei giornali dopo aver ricevuto il Premio Nobel. Lo sfruttamento sessuale di minorenni è una tematica con moltissimi risvolti, ma crediamo che avrebbe dovuto far riflettere al lettore su questa piaga, condannarla in qualche modo, e invece no, la rende "naturale". Quanti bambini e quante bambine della sua terra natia, Colombia, soffrono quest'abominevole abuso, e quanti di loro si sarebbero potuti salvare se il famosissimo scrittore avesse criticato aspramente questo traffico, mettendo quindi la tematica in risalto fra i mass media? Ci sarebbe stato un miglioramento? Ora non lo sapremo più. 

Il film

Senz'ombra di dubbio, García Márquez sapeva perfettamente che quest'argomento avrebbe attirato l'attenzione di molti; infatti non ha lasciato nessuno indifferente. La scrisse tempo fa, ed ora ritorna sui grandi schermi. Il film "Memoria delle mie puttane tristi" è una coproduzione spagnola, danese e messicana, in cui partecipa la produttrice cinematografica spagnola Zip films: gli attori sono Emilio Echevarría (attore anche in "Anche tua madre" e "Amores perros"); Geraldine Chaplin (presente anche in "The Orphanage" e "Melissa P."); Angela Molina (presente anche in "Gli abbracci spezzati" e "Carne de neón"), Olivia Molina (presente anche in "Dieta mediterranea") e Paola Medina.

Il film è diretta da Henning Carlsen, un regista danese che si è battuto in varie occasioni per poter vincere la Palma d'Oro al Festival di Cannes con "A happy divorce", "Hunger", e "Souvenirs from Sweden", oltre al battersi anche per l'Orso d'Oro di Berlino con "We are all Demons".

Il copione era a carico di Jean Claude Carrière, un vecchio collaboratore di Luis Buñuel; vinse un Oscar con "Heureux Anniversaire", ed inoltre tre nominations per "Il fascino discreto della borghesia", "Quell'oscuro oggetto del desiderio", e "L'insostenibile leggerezza dell'Essere". Inoltre, è stato l'artefice dei copioni di film come "Il tamburo di latta", "Cyrano de Bergerac" o "La caja china". 

17 dicembre 2013  - 
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